Anche al tempo del Coronavirus ci si sposa ma indossando la mascherina e facendo assistere alla cerimonia amici e parenti grazie a una diretta Facebook e via WhatsApp. Questo almeno è quello che hanno fatto Stefano Sette e Martina Reale, due ragazzi di Vigevano (Pavia) che rischiavano di dover rimandare il matrimonio per l'epidemia. Lo riporta La Provincia Pavese, 18 aprile 2020.  ANSA / Foto resa disponibile dalla sposa

Fase 2: settore Wedding, ‘questo matrimonio s’ha da fare’

Appello imprenditori, migliaia cerimonie annullate ora ripartire

Anche al tempo del Coronavirus ci si sposa ma indossando la mascherina e facendo assistere alla cerimonia amici e parenti grazie a una diretta Facebook e via WhatsApp. Questo almeno è quello che hanno fatto Stefano Sette e Martina Reale, due ragazzi di Vigevano (Pavia) che rischiavano di dover rimandare il matrimonio per l'epidemia. Lo riporta La Provincia Pavese, 18 aprile 2020.  ANSA / Foto resa disponibile dalla sposa

Questo matrimonio s’ha da fare'”.
E’ in perfetta antitesi con la celebre frase del romanzo “I Promessi Sposi”, il nuovo slogan del movimento spontaneo Italian Wedding Industry, per fare ripartire, già dalla fase 2 e con date certe, la filiera del Wedding. L’appello dell’imprenditore Umberto Sciacca e dalla event manager Barbara Mirabella, ha già raccolto oltre 4000 firme, coinvolgendo anche prestigiosi brand italiani, leader mondiali, di abiti da sposa, sposo e cerimonia, fino a tutti gli operatori della filiera, dopo l’annullamento, ad oggi, di oltre 17 mila matrimoni in tutta l’Italia.
“Sono 50 mila i matrimoni che, secondo le stime ufficiali, salteranno tra maggio e giugno 2020 – dichiara Barbara Mirabella -. Ciò significherà, per tutto il comparto, disdette di mesi e un intero settore completamente falcidiato. Abbiamo inviato una lettera al Governo con ben diciannove punti sui quali porre l’attenzione, primo tra tutti il bisogno di date certe, e chiare regole di salvaguardia, compatibili con la sicurezza sanitaria.
La pianificazione anticipata è elemento fondamentale per lo svolgimento dell’attività di organizzazione degli eventi. Solo con un calendario chiaro e coerente delle riaperture, anche il settore del Wedding potrà riprendere il proprio lavoro”. “Stabilendo nuove modalità di fruizione di servizi come il catering – spiega l’imprenditrice -, intendiamo metterci a disposizione delle istituzioni per riscrivere il decalogo del ‘Far bene’. In questo modo si potrebbero fornire date certe per la riapertura programmata di tutte le attività aggregative, che ogni anno assicurano 40 miliardi di fatturato, consentendo un’adeguata pianificazione e l’avvio delle prenotazioni”.

06-05-20